
Per Edizioni Kowalski/Feltrinelli
Wine SOund System.
vino e musica.
di donpasta.selecter
con la complicitàdi di “Candide”
Prefazione: Paolo Fresu
Sole 24 ore. Domenicale.
Che la cultura del terroir (di cui si compiacciono in molti) sia intimamente legata a quella della canzone popolare è intuizione nuova, o almeno non ancora abusata. A usarla ci ha pensato Donpasta, dj, scrittore,gastrofilosofoebuongustaio.Senza forzare la mano, con leggerezza,passioneecompetenza. Wine Sound System (Kowalski/Feltrinelli). ComeSavarinnellasuaFisiologia del gusto, Donpasta chiede al lettore di abbandonare (quasi) ogni certezza, regalando consigli a bevitori e osti. Donpasta non è un critico enogastronomico, ma nemmeno un semplice turista del buon bere e mangiare.Èpiuttostounviaggiatore, non lontano idealmente da quegli inglesi che, a fine ’800, ci raccontavano le Alpi senza lo snobismo di chi vi leggeva un segno della perfezione. Il suo è un libro scrittoad alta voce, ecosì va letto,preferibilmente dallo stessoautore. (Riccardo Piaggio)
Un vino, una canzone. Cosa avrà bevuto Bob Dylan mentre inventava Like a Rolling Stone? Con che vino accompagnare l’emozione di vedere un concerto di Tom Waits? Con cosa festeggiare l’arrivo di Obama ascoltando Nina Simone?. Possibile che bevendo negroamaro venga in mente solo il reggae? Certamente Sergent Pepper dei Beatles non ha bisogno di niente. Nessun vino risulterebbe altrettanto inebriante. Questo è il nuovo gioco di donpasta per raccontare le sue storie. Storie di amori, libertà, utopie. Profondi elogi all’ozio ed a ribellioni rilassate attorno a cucine carbonare, moti rivoluzionari che partano dalla pancia, dai profumi del vino, dalla saggezza di chi lo produce con passione. Il vino è esperienza emozionante. Dietro c’è la fantasia del vignaiolo, il rapporto alla terra, al terroir e a chi vi lavora, c’è il sole che riscalda e la pioggia che bagna. Donpasta ha chiesto ad un misterioso Candide, che nel vino è chi assaggia con ingenuità, di condurlo a caccia di affabulatori da vigna, di santi bevitori dei loro stessi vini, di contadini biodinamici, di uomini dalla fervente prassi ecologica, di vini dimenticati ricchi di leggende. Per sentire il suono della vigna, la melodia del vino, il respirare del contadino che raccoglie, del percuotere nel pigiare. Il vino, come il cibo, è strumento di conoscenza del reale, prisma attraverso cui il mondo si manifesta nelle sue nefandezze o, al contrario, nelle sue pratiche romantiche di resistenza culturale. Per raccontarlo, ci si affida alla musica ed alla sua poesia. Tutto il resto, blowin in the wine, lo dirà il vino.
Wine Sound System, arricchito dalla prefazione di Fresu, mette insieme in modo convincente pezzi di cultura musicale, letteratura e cenni del nostro tempo. (L’espresso. Fabrizia Fedele)
Paolo Fresu firma la prefazione del nuovo libro di Donpasta, Wine Sound System. In comune hanno le origini rurali in quell’Italia “minore” che invece, grazie a personaggi come loro, spesso ci dà lustro ben oltre i confini nazionali. (Gambero Rosso. Luciana Squadrilli)
Paolo Fresu introduce questo curiosissimo libro di donpasta (Repubblica. Ernesto Assante)
La fantasia di donpasta è ancora una volta lo strumento fondamentale per gli accostamenti eno-gastronomico-musicali di donpasta. (Rockerilla. Roberto Mandolini)
Wine Sound System, ultima giocosa idea del dj-foodwriter donpasta. Drepubblica
Donpasta ha inventato un’arte popolare nuova. Un mischiatutto pieno di saperi e sapori. (il Messaggero-Giovanni Luca)
Senza forzare la mano, con leggerezza,passione e competenza, Wine Sound System (Kowalski/Feltrinelli) riprendeil concept del precedente Food Sound System. Dal piatto al calice, ecco ora 30 grandi vini biologici, biodinamici o naturali, raccontati insieme con altrettante canzoni, uscendo dal cliché Champagne e Chopin, lambrusco e Bella ciao. (Domenicale Sole 24 ore. Riccardo Piaggio)
Donpasta e Candide avrebbero potuto raccontare (di) qualunque cosa, e fatto in quel modo lì sarebbe venuto bene comunque. Perché il ritmo è sempre incalzante, il caleidoscopio di suggestioni e riferimenti pirotecnico. (Slow Food )
Il dj e foodwriter torna in libreria con un “saggio” sul binomio vino e musica, dopo il successo del 2006 Food Sound System. Bianco, rosso o rosato, ogni calice scatena musica. Servendosi di Candide, un misterioso personaggio definito bevitore inesperto, Donpasta scrive trenta capitoli che avvicinano i Massive Attack al Rosso di Borgogna, Jannacci all’Oltrepo, Pj Harvey al Chianti, Joe Strummer all’Aglianico. Senza dimenticare Nina Simone, Tom Waits, Almamegretta, Beastie Boys, Patti Smith (Max.Tobia dell’Olio)
Il dj provetto enologo riempie le pagine di notazioni personali, bottiglie che emanano il profumo di tabacco e violetta, ricette della tradizione pugliese e romana. Immancabile, ad ogni appuntamento, la canzone perfetta per coronare un momento prezioso che coinvolge tutti i sensi. (Dispenser. Barbara Tomasino)
Il gioco degli abbinamenti tra vino e musica è alla base dell’ultimo libro di Donpasta Wine Sound System, appena uscito per i tipi della Kowalski e «dedicato a chi raccoglie grappoli di uva per farne vino: donne, clandestini, contadini». «In periodi come questi c’è bisogno di eretici e temerari, gente che rischia di suo e apre strade anche piccole ma coerenti, con l’ecologia e la libertà come punti di riferimento».(Manifesto. Marilia Cioni )
Vini, musiche e atmosfere rarefatte in Wine Sound System di donpasta, dopo il successo di Food Sound System. (Terra)
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